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La Cassazione conferma l'obbligo di CTU con diploma di specializzazione in Medicina Legale

  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34085 del 24 dicembre 2025 (Sez. III Civile), ha ribadito che la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) nei giudizi di responsabilità sanitaria deve essere espletata da un Collegio formato da medico in possesso della specializzazione in Medicina Legale e da uno o più medici specialisti nelle materie oggetto di valutazione, pena la nullità della consulenza (rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo) per tutti i procedimenti successivi all'entrata in vigore della legge n. 24/2017, ovvero il 01/04/2017.


Nella sentenza vengono citate sia pronunce precedenti (evidenziando che "nel settore della responsabilità medica il principio di necessaria collegialità dell' incarico peritale scaturisce da una valutazione del legislatore circa la delicatezza delle indagini e l'esigenza di perseguire una verifica dell'an e del quantum della responsabilità che sia il più possibile esaustiva e conforme alle leges artis"), sia la risoluzione del C.S.M. del 25 ottobre 2017, relativa ai "criteri per la selezione dei consulenti nei procedimenti concernenti la responsabilità sanitaria", nel passaggio "... l'affiancamento nelle perizie del medico legale allo specialista sostanzia la garanzia di un collegamento tra sapere giuridico e sapere scientifico, necessario per consentire al giudice di espletare in modo ottimale la funzione di controllo logico razionale dell'accertamento peritale".


Nella sentenza viene chiarito che "... la specifica competenza richiesta ai fini della partecipazione quale componente il collegio peritale non potrà che coincidere con la corrispondente qualità specialistica formale ufficialmente attestata sul piano accademico (medico-legale e medico specializzato nella materia trattata), tanto esigendosi, sul piano positivo, dall' inequivoca lettera della legge, segnatamente nella parte in prevede l'affidamento dell'espletamento della consulenza tecnica a un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti nella disciplina che abbiano (oltre e in aggiunta al conseguimento del titolo) una specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento".

Tale interpretazione non lascia quindi spazio a titoli differenti dal diploma di specializzazione (quali corsi di perfezionamento, master universitari o qualifiche accademiche di docenti della materia).






 
 
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